Le luci nelle case degli altri

Le luci nelle case degli altri sono diverse dalle luci che ci sono in casa mia.
Altre vite.
Altre storie.
A volte mi incanto a guardale.
A volte passo davanti una casa al piano rialzato e mi concedo uno sguardo fugace.
Non conosco nessuno delle case che guardo.
Non conosco il loro viso.
Il suona della loro voce.
Dai balconi capisco chi è che ci abita.
Se hanno bambini oppure no.
Mi incuriosce la vita degli altri.
Chissà che routine hanno.
Cosa prepareranno per cena.
Chissà se Lui al rientro avrà una sorpresa per Lei o se rientrando ci sarà un bambino a corrergli incontro per un abbraccio.
Chissà che lavoro fanno...che quelle luci ogni sera si spengono sempre alla stessa ora.
Chissà se stanno andando a letto arrabbiati.
Se faranno l'amore o se canteranno canzoncine della buonanotte fino allo sfinimento (dei genitori ovvio, mica dei bambini!)
Chissà che vita c'è illuminata da quelle luci.
Le luci nelle case degli altri sono storie che non esistono perchè me le invento io.
Sono come una serata passata a leggere un buon libro
Forse sono quelle serate che a volte vorrei io o da cui scapparei senza passare per il via.
E chissà...se c'è qualcuno che guarda le luci di casa mia chiedendosi che vita c'è dentro casa...

Cose che non porto in vacanza


Per me vacanza è sinonimo di leggerezza.
Devo togliermi dalle spalle e dalla testa un interno anno di affanno, di tempo che è sempre poco e di tutte le incombenze che gravano quasi interamente sulle mie spalle.
Per questo quando viaggio porto con me sempre poche cose.
Pochi vestiti, una o due paia di scarpe, tanti costumi e l'immancabile kindle zeppo di libri che non sono riuscita a leggere durante l'anno (arrivo così stanca a letto che dopo due pagine il kindle mi sbatte sul naso).
Niente ombrelli e uno sciroppo di tachipirina.
Ho visto gente partire con una valigia di farmaci.
E mi chiedo se pensi di dover stare così male resta a casa e non partire.
 Mi è capitato anche di dimenticare il trucco (ma tanto siamo in vacanza e sono abbronzata) e di dimenticare il mio spazzolino (che poi è la prima cosa che scrivo nella mia lista "cose da mettere in valigia")
C'è una cosa però che non dimentico di fare mai.
Ovvero stipulare un'assicurazione viaggi soprattutto da quando è nata Giada.
E' vero che ho bisogno di leggerezza in vacanza però voglio essere tranquilla e sapere di poter gestire al meglio un imprevisto.
Quello che temo di più è che le bambine o uno di noi si ammali propri prima di partire (migratto)
Ho visto amici dover disdire le vacanze poco prima della partenza e perdere i soldi versati.
Per questo motivo da qualche anno stipulo un'assicurazione viaggi con Allianz Global Assistance
Ammetto che fino ad ora sono sempre stati soldi versati e basta (per fortuna!!!!!).
Però secondo me è una tranquillità impagabile.
Voi che genitori in viaggio siete?
Valigione da farmacista ambulante o valigia da ottimista?

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D'estate faccio (anche) la tassista



Io d'estate faccio anche la tassista.
Vado a destra e a manca per recuperare le bambine sparpagliate dai nonni.
Percorro la media di 80 km al giorno, se considero anche i km che percorro per andare a lavoro.
Luglio è peggio di settembre, ma anche peggio di ottobre, novembre e di tutti gli altri mesi dell'anno.
Vado in affanno.
Tenere in piedi tutto è un'impresa epica.
Almeno così mi sembra...
Arrivo a fine giornata che mi sento un'eroina d'altri tempi.
Stanca.
Distrutta.
Una sopravvissuta.
Cerco del tempo per me che non trovo.
Vorrei una giornata di 36 ore, che 24 sono davvero troppo poche.
Perchè io d'estate faccio la tassista ma faccio anche la mamma, l'impiegata, la psicologa, la colf, l'animatrice e l'amministratore delegato della mia azienda chiamata famiglia.
Ecco io d'estate faccio anche la tassista.
Qualche volta...per un giorno forse...vorrei essere solo io.
Gemma e basta.
Così stamattina sono andata a correre.
Ci andrò anche domani...dopodomani e il giorno dopo anche.
E' la mia mezzora.
La pretendo.
Me la merito.
E guai a chi me la tocca




Tunnel

Se quello del secondo figlio è un tunnel io l'ho imboccato in pieno.
E sono rimasta con la macchina ferma al centro del tunnel.
Forse ho bucato una ruota.
Forse ho fuso il motore.
C'è che non vedo l'uscita...neanche in lontananza.
Lo so che c'è, ma io adesso non la vedo.
E non riesco a chiamare i soccorsi.
Sono paralizzata in un vortice di cose da fare...impegni e scadenze da rispettare...giornate da vivere...sorrisi e magiche carezze guaritrici da dispensare.
Mi sono persa tra primi passi e parole scritte da insegnare.
Rubo il tempo svegliandomi all'alba e non mi basta.
Perdo pezzi di me.
Vorrei ritornare a correre, sentire l'aria alla fine della corsa che mi manca e ritrovarla sotto la doccia.
Vorrei un tempo solo mio.
Vorrei non sapere che sarebbe stato così...ed invece lo sapevo.
Ho lanciato un SOS che si è perso in una casa troppo grande per chi ci vive troppo poco tempo.
Ho scoperto che sono resistente.
Non sento neanche più la stanchezza.
Forse, se insisto un altro po' la mia macchina riparte...anche con la ruota bucata e il motore fuso.
Forse all'uscita ci arrivo.
Forse...

Tutte le volte che vorrei rinascere papà


Riemergo da settimane pesantissime.
Con il  "chimelhafattofare" come costante colonna sonora di giornata piene e stancanti.
Dormo poco.
Faccio cose.
Penso troppo.
Sono su una giostra impazzita che non si ferma e da cui scendere non è possibile senza rischiare di rompersi l'osso del collo.
Forse mi sono rotta un braccio e non lo so.
Perdo pezzi...cercando di tenere tutto insieme.
"E' che sei una mamma" mi sento dire...
e non mi sta bene a questo punto voglio rinascere papà.
Se fossi un papà potrei uscire presto e rientrare tardi: nessuno mi direbbe che non ci sono per i miei figli
Se fossi un papà potrei incastrare una partita di calcetto una o più volte alla settimana con gli amici (o un hobby qualsiasi)  e mi direbbero che faccio bene a trovare degli spazi per me perchè non si vive di solo lavoro.
Se fossi un papà potrei alzarmi la mattina (per andare al mare) e trovare la borsa già pronta...nessuno penserebbe che era una cosa di cui avrei dovuto occuparmene io.
Se fossi un papà potrei rientrare, sbragarmi sul divano e dire "sono stanco" e non fare nulla.
Se fossi un papà...ecco non vorrei essere come il papà di cui sopra.
Però...
forse...
davvero...
sarebbe più facile essere un uomo

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