Diverse

Se non le avessi partorite io dubiterei che siano sorelle.
Dubiterei che hanno nelle vene lo stesso sangue.
Che condividono lo stesso curriculum genetico.
Che sono esattamente la risultato perfetto di un'addizione fatta di me e fatta di lui.
Sono diverse come il giorno e la notte.
Una è riccia con i capelli biondi.
L'altra è liscia con i capelli scuri.
Una non assaggia nulla di nuovo.
L'altra mangerebbe anche le pietre.
Una non va a letto se non vado a letto io.
L'altra inizia a sclerare per il sonno alle 19.30 e tempo un'ora dopo è KO nel letto.
Una è gentile e chiede il permesso.
L'altra è prepotente e reclama il possesso su tutto (soprattutto su quello che è nel piatto altrui)
Una guarderebbe i cartoni H24 lamentandosi che ne ha visto solo uno appena cambio canale.
L'altra la fai felice se metti su la musica.
Eppure si cercano come l'aria.
Se quella piccola è felice di vedermi fuori scuola, va letteralmente in estasi quando vede arrivare la sorella.
Quella grande se le dici che andiamo al cinema ti chiede se viene anche Greta.
Le dici di no e ti risponde "Menomale almeno stiamo in santa pace"
I giochi della piccola passano prima al vaglio della grande che mi rimprovera:
"Ma sei impazzita questo è troppo piccolo per lei"
I giochi della piccola sono anche della grande.
I giochi di quella grande sono solo della grande.
Se la grande fa i compiti quella piccola deve scrivere anche lei (e se ne sta li buona buona a fare scarabocchi...poi però vuole strappare il libro di lettura della grande)
Se quella piccola mi fa impazzire la grande dice che ci parla Lei perchè io il bambinese non lo capisco.
Avevo immaginato la Piccola come un'altra Piccola Giada.
Invece no.
Sono sorelle.
Due persone.
Con temperamento e attitudini diverse.
Sono diverse pur essendo a tratti una cosa sola.
Io però sono sempre la stessa "sola" persona.
Sono una e quindi sempre la stessa e sempre in un numero minore.
Devo imparare a trovare le parole giuste per ognuna di loro.


Silenzi

Dicono che alcuni silenzi dicano più di mille parole.
Ed io in questo periodo me ne sto un po' zitta.
Mi metto in un angolo a guardare.
Me ne sto in silenzio e scrivo poco...
A volte metto le cuffie con la musica a tutto volume.
Metto a tacere un po' di pensieri.
Quelli belli.
Quelli brutti.
Quelli tristi e quelli felici.
Va così...
Certi giorni faccio fatica ad alzarmi.
Certe notti faccio fatica a dormire.
E quando potrei farlo quella piccola si sveglia e non ne vuole sapere di riaddormentarsi.
Come se non potessi riposare.
Come se non trovassi l'interruttore giusto per spegnermi un po'.
Sono quella che non può sbagliare...eppure mi sento piena di errori.
Forse dovrei accettare che posso sbagliare.
Posso non aver tutto sotto controllo.
Posso essere imperfetta.
Posso non avere la casa perfettamente in ordine.
Posso trovare del tempo solo mio.
Posso stare un po' senza far niente.
Posso lasciare che sia qualcun altro (qualche volta) ad occuparsi di me.

Di quando eravamo felici con un risotto pronto


Gli anni.
I figli.
Le giornate di lavoro che non finiscono mai.
Le bollette che sono sempre le stesse ad aspettarti ogni due mesi.
Le cene da preparare.
La tavola da sparecchiare.
Lavatrici da fare.
La pila di panni da stirare.
Il bagno da pulire.
Il letto da rifare.
"Ancora carne e insalata?"
"Eh...ringrazia che son riuscita a preparare almeno questo!"
Le serata a cui puoi andare.
Gli inviti da rifiutare
"Eh ma la piccola si addormenta presto e  poi piange perché ha sonno ed io la serata così non me la godo".
E poi la stanchezza di giornate troppo lunghe.
Il rientro quando ormai non hai neanche più la forza di chiedere "com'è andata la tua giornata?"  e riesci a stento a dire "buonanotte"
Eppure un tempo eravamo felici e cenavamo su un tavolo di plastica (di quelli che si usano sui terrazzi delle case al mare)
Eravamo felici e sapevo cucinare solo un risotto pronto.
Eravamo felice e non avevamo niente altro che noi.


Le cose che lascio ad Ottobre

Lascio ad ottobre i pomeriggi lunghi.
Di quelli che ti danno la voglia di fare.
Lascio ad ottobre la schiena piegata da una manina che non trova il coraggio di lasciare la mia mano.
Lascio ad ottobre qualche km di corsa sul lungomare.
Lascio ad ottobre troppi sbadigli che per combatterli ti fai di caffè e supradyn.
Lascio ad ottobre qualche lacrima di troppo, che poi lo so che di tutta questa stanchezza resteranno solo i bei ricordi.
Lascio ad ottobre 20 post nelle bozze mai pubblicati (due figli sono troppi da gestire per un solo genitore: sono sempre in minoranza e mai in pareggio).
Lascio ad ottobre un libro iniziato e mai finito: caro mr grey hai 27 anni a chi vuoi darla a bere tutta la tua esperienza sessuale?!?!?
Lascio ad ottobre i primi passi di greta.
Ha trovato il coraggio e va già un po' meglio.
Lascio ad ottobre le scuse del non avere tempo.
Io posso farcela a fare tutto.

Cose che faccio e cose che non faccio più



Le giornate sono piene.
Così piene che passano in fretta.
A volte senza avere il tempo di pensare.
IO.
Io in realtà penso sempre.
Ho resettato il cervello.
Vado avanti, in certi giorni come se fossi un automa.
Sveglia che è ancora buio.
Certe notti mi sveglio alle 3 e mi costringo a stare a letto ancora un po'.
Poi ovvio che prendo sonno mezz'ora prima che la sveglia inizi a suonare.
E ovvio che non la sento.
E Lui borbotta qualcosa...tipo "Gemma la sveglia"
La spengo.
Il caffè non arriva mai in camera da letto per magia.
Apro gli un occhi che mancano meno di 50 minuti all'ora X.
L'ora X è quella in cui io e le bimbe dobbiamo uscire di casa, altrimenti io faccio tardi a lavoro.
Ci sono mattine in cui sembro una scappata di casa.
Vestita alla meno peggio.
Correre è un miraggio.
Alle 5 del mattino è ancora buio.
E l'alba arriva troppo tardi.
Troppo vicina all'ora X.
Chi ha inventato l'orologio era un sadico, ed io sono una masochista.
Una che ha la fissa della puntualità ad ogni costo.
Sono maniacale.
Odio ritardare ed odio i ritardatari seriali.
Eppure ho perso il tempo.
Ho perso il tempo per cucinare un piatto di quelli che piacciono a me.
Ho iniziato a cucinare senza amore.
Secondo e insalata.
A volte il secondo è lo stesso per due giorni di seguito.
Mi sento come il papà di Ratatouille.
"Il cibo è carburante, se resti senza carburante non puoi vivere"
E' finita la mia storia d'amore con il divano.
Io continuo ad amarlo.
Il mondo, però, si è messo tra me e lui.
Il mondo è rappresentato da una cesta sempre troppo piena di panni da stirare.
Un'altra ancora più piena di cose da lavare.
Il mondo è fatto di stanze da riordinare.
Piatti da lavare e quelle 5 ore per riposare...almeno un po'....


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